Sei a conoscenza degli effetti positivi prodotti dai videogiochi ?

Internet e i videogiochi sono spesso indicati dai mezzi di informazione come una delle incarnazioni del male.
In uno studio dal titolo ‘Action Video Game Modifies Visual Selection Attention’ pubblicato da Shawn Green & Daphne Bavelier nell’Aprile del 2003, i ricercatori hanno analizzato gli effetti dei videogiochi sull’attenzione visiva.
Anziché confermare la tradizione popolare, secondo cui abusare dei videogame farebbe perdere diottrie, lo studio dimostra invece che l’esperienza videoludica, con particolare riferimento al genere FPS, stimola i percorsi neurali legati alla visione ad adattarsi al ritmo frenetico di gioco.
Questo tipo di applicazioni hanno la capacità di mantenere molto alta l’attenzione e allo stesso tempo riescono a spostare in avanti il limite della concentrazione.
Green e Bavelier hanno provato che i video-giocatori hanno una capacità di attenzione più sviluppata rispetto ai NON video-giocatori.
Non si tratta di un fatto di poco conto.
Gli stessi ricercatori hanno evidenziato l’importanza dei risultati che, oltre a far luce su alcuni aspetti dell’approccio visivo nella vita quotidiana, aprirebbero la strada a nuove terapie coinvolte nella riabilitazione dei pazienti affetti da disturbi e patologie oculari.
Nel futuro si potrebbe dunque pensare a videogiochi di riabilitazione, per costringere i tessuti neurologici danneggiati a riorganizzarsi in un contesto videoludico “stressante”, quale potrebbe essere quello di un FPS.
Che il gioco, nelle sue componenti fondamentali, sia stato spesso alla base di processi riabilitativi è abbastanza noto, non solo agli operatori sanitari. Ma da tale ambito erano esclusi, a parte alcuni casi, proprio i videogame, a causa dell’impegno di energie che mal si adattava al periodo di convalescenza di un paziente.
I software impiegati per l’apprendimento dei bambini sono un esempio eccezionale.
I bambini che hanno difficoltà a leggere con molta probabilità abbandonano la scuola superiore e sono meno propensi a frequentare l’università.
Quindi bisogna porre molta attenzione ai problemi legati alla difficoltà nella lettura, sin dalla più tenera età.
Motivare un ragazzo all’esercizio della lettura può essere molto difficile nella pratica quotidiana.
La lettura è un’abilità facilmente migliorabile, una volta trovato il giusto metodo e i progressi sono molto evidenti.
La tecnologia internet offre all’utente un notevole contributo allo stimolo dell’attività celebrale in quanto sottopone il lettore a continue scelte, dovuto alla selezione dei vari collegamenti presenti nei testi.
Uno stimolo ben maggiore di quello che avviene nei libri, ma la cosa veramente interessante è che questa attività non produce nessuno stress o ansia.
Una ricerca della University of California Los Angeles, condotta su un gruppo di 24 volontari tra i 55 e i 76 anni, ha evidenziato che le aree del cervello responsabili del linguaggio, della lettura, della memoria e delle abilità visive si attivano sia quando si legge un libro che quando si naviga su internet.
Ai volontari, infatti, è stata monitorata la loro attività cerebrale mentre erano intenti a leggere o a fare ricerche online.
Lo studio, condotto da Gary Small e pubblicato sull’American Journal of Geriatric Psychiatry, ha messo anche in evidenza che l’uso di internet attiverebbe addirittura delle aree cerebrali in più rispetto alla lettura, soprattutto per quanto riguarda le sedi che controllano la capacità di prendere decisioni e quelle del ragionamento complesso. “Ciò lascia supporre che il solo fatto di far ricerca su Internet possa allenare il cervello, lo tenga attivo e in salute”, ha concluso Small.
Da questi studi si evince che anche i tanto bisfrattati videogiochi, nonchè lo stesso internet, possono aiutare lo sviluppo di un individuo, l’importante è non esagerare come in tutte le cose!
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