Non ti sento, che hai detto ?

Non so perchè ma l’udito è uno dei nostri cinque sensi al quale prestiamo meno attenzione, al contrario della vista difficilmente ci si sottopone ad un esame medico, anzi molto spesso si va dal medico solo quando è già troppo tardi. Uno dei motivi potrebbe essere il fatto che quando non sentiamo bene alziamo il volume del televisore, dell’impianto stereo o del lettore mp3; senza porci pernsare al motivo per cui non sentiamo.
L’udito spesso ci porta con il pensiero alle orecchie che ormai sono diventate solo appendici per appenderci di tutto, ma poco facciamo per il nostro udito, anzi niente.
Capita spesso quando ci si trova a discutere in gruppo che nel bel mezzo di una conversazione qualcuno urli “cosaaa???” “ehhhhh???” “che hai detto???”.
Per non parlare delle volte in cui gli sguardi si perdono nel nulla cosmico; ti può crollare un cornicione in testa e nemmeno te ne accorgi. E infine come non citare i ronzii che sentiamo e che ci fanno credere di essere perseguitati da Lord Voldemort come in Henry Potter.
Questi sintomi non sono caratteristici delle vittime di possessioni demoniache ma di ventenni martiri degli Ipod e dei lettori mp3. Secondo una ricerca dell’Unione Europea di questo passo tra cinque anni potremmo diventare totalmente sordi.
Nell’era dell’iPod e dei lettori musicali portatili torna d’attualità il tema degli auricolari e della loro vera o presunta pericolosità. Il nuovo allarme arriva dai ricercatori della Northwestern University (Chicago), secondo cui i diffusissimi auricolari sarebbero più pericolosi delle vecchie ed ingombranti cuffie e capaci, addirittura, di provocare sordità permanente.
Lo studio, commissionato dall’American Speech-Language-Hearing Association, ha rilevato che il livello di perdita dell’udito della nuova generazione è molto più diffuso e di entità superiore a quello delle generazioni precedenti.
Ecco i dettagli:
La ricercatrice Brenda Lonsbury ha spiegato che le ripercussioni sull’udito della musica ascoltata ad alto volume magari per più ore di fila sarebbero permanenti. Nel corso degli ultimi anni, spiegano ancora i ricercatori, sono aumentati considerevolmente i teen-ager con problemi di udito legati all’ascolto continuato di musica dagli auricolari, che sono – questi più delle normali cuffie dei tempi del walkman – una parte importante del problema. Tra i sintomi più evidenti di un abbassamento dell’udito, l’ascolto di radio e Tv a un volume più alto del normale, la ripetizione – durante una conversazione – di espressioni quali ‘cosa?’, ‘eh?’, e la costante sensazione di ronzio nelle orecchie. Gli esperti, quindi, danno dei semplici consigli, da seguire con attenzione per quanto possano sembrare scontati: abbassare sempre il volume anche quando i rumori di sottofondo non consentono un ascolto ottimale; tenere gli auricolari solo per brevi periodi di tempo; preferire le cuffie tradizionali e consultare subito un medico specialista in caso di chiari sintomi di abbassamento dell’udito. Non è comunque la prima volta che si associa l’iPod ai problemi dell’udito: John Kiel Patterson ha fatto causa alla Apple, chiedendo un risarcimento per potenziali danni all’udito provocati dall’iPod e per ottenere miglioramenti tecnologici.
Il lettore l’iPod è in grado di emettere suoni di una intensità fino a 115 decibel, che possono danneggiare l’udito di una persona che ascolta musica ad alto volume in solo 28 secondi. A titolo esemplificativo il tipico rumore di una sega elettrica raggiunge i 110 decibel e quello di un martello pneumatico i 120 decibel. Patterson, che mira a intentare una causa collettiva per coinvolgere tutti i consumatori che si ritengono lesi, sostiene che i lettori digitali “presentano difetti nella loro concezione e non sono muniti di avvertimenti abbastanza espliciti sui rischi di perdere l’udito”. Un rischio sottolineato da alcuni esperti, ma minimizzato da altri come Deanna Meinke, specialista in audiologia e foniatria presso l’University of Northern.
Colorado, secondo cui “il rischio esiste, ma sta nelle mani degli utenti, perché solo loro a regolare il volume del proprio lettore”. Apple da canto suo, avverte nella confezione degli iPod che il lettore “può provocare perdite permanenti della qualità dell’udito se auricolari o cuffie vengono usati a volume elevato”. Un po’ poco vista la gravità dei rischi e, secondo Patterson, alla luce degli spot del lettore che inciterebbero a portare il volume al massimo con slogan tipo “crank up the tunes” e “bring in the noise”.
È ormai chiaro che iPod e simili hanno rivoluzionato il modo di concepire e ascoltare la musica. Capita sempre più spesso e nei posti più svariati di vedere persone intente ad ascoltare musica dalle cuffiette
Questa ricerca stabilisce che l’uso per un’ora al giorno di apparecchi portatili causerebbe, ad un campione che va dal 5% al 10%, la perdita
permanente dell’udito nel giro di pochi anni. Gli effetti che la mancanza di questo senso causa, oltre quelli sopra citati, sono difficoltà discorsive, mnemoniche e comprensive. Saremo tutti zombi viventi che si esprimeranno con mugolii cadaverici. Secondo gli scienziati è meno dannosa una serata in discoteca in cui la musica va dai 104db ai 112db che un’ora di esposizioni al suono canalizzato dalle cuffie direttamente sull’orecchio, in cui si arriva anche a 115db.
Si possono evitare danni all’udito ?
Certo, la cosa più ovvia sarebbe quella di interrompere l’ascolto, ma sarebbe paranoico e anche inutile.
I consigli che si possono dare sono:
- Eviatare le cuffie auricolari perchè “bombardano” in maniera più ravvicinata il timpano, se proprio non se ne può fare a meno abbassare il volume;
- Non cercare mai di sovrastare i rumori esterni, nel caso il rumore esterno sia troppo forte interrompere l’ascolto e allontanarsi dalla sorgente del rumuore;
- Controllare che gli auricolari e cuffie siano a norma di legge, la salute vale qualche euro in piu !
- Fare una corretta pulizia dei condotti uditivi, molto spesso la perdita di udito è dovuta alla presenza di infezioni generate da una scarsa pulizia;
Nel caso il danno all’udito sia già in atto è importantissimo risalire alla causa, intervenendo tempestivamente e con terapie mirate.
Foto:Andy Newson
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