Argento colloidale: ci possiamo fidare?

Argento colloidale: ci possiamo fidare?

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Breve indagine sulla validità del rimedio omeopatico più in voga negli ultimi anni.

Sulla reale efficacia della medicina omeopatica sono in corso annosi e spinosi dibattiti, eppure, ciononostante, nel corso degli ultimi anni, un numero sempre crescente di persone decide di ricorrere a rimedi di origine completamente naturale per curarsi. Senza voler entrare troppo nel merito della questione, oggi parleremo di uno dei rimedi omeopatici che sta letteralmente spopolando tra i seguaci della medicina alternativa: l’argento colloidale. Per chi ancora non lo sapesse, si tratta di un potentissimo antibiotico e disinfettante naturale , dalle proprietà antimicrobiche, antibatteriche e fungicide che può essere utilizzato per trattare numerosissime tipologie di infezioni e che, pertanto , si dimostra come la più valida alternativa agli antibiotici tradizionali. Per rendersi conto della portata del successo che sta via via sempre più riscuotendo, è sufficiente fare una rapida ricognizione sul web. La rete, infatti, abbonda di siti dedicati alla medicina omeopatica che commercializzano l’argento colloidale, tra cui, ad esempio santenaturels.it che ne ha fatto uno dei suo prodotti di punta.

Ma come si spiega questo successo? Si tratta di una moda del momento o ci sono dei reali fondamenti scientifici che ne supportano la validità farmacologica?

Per rispondere a questi interrogativi iniziamo col dire che l’argento colloidale non è affatto una scoperta recente in ambito medico, ma , anzi, può essere definito come il precursore degli antibiotici. Infatti, prima del 1929, anno della scoperta della penicillina, ne veniva fatto un uso vastissimo sia in ambito farmacologico che chirurgico. Era il presidio medico maggiormente utilizzato per disinfettare le ferite, per curare le infezioni urogenitali sia micotiche che batteriche , per la cura di dermatiti e psoriasi e per la profilassi della strumentazione chirurgica. In seguito all’avvento degli antibiotici, l’argento colloidale è lentamente uscito di scena poiché aveva dei costi di produzione decisamente più elevati rispetto ai suoi diretti concorrenti che, inoltre, all’epoca si riteneva avessero una maggiore specificità contro le infezioni batteriche. Ora le cose sono molto cambiate. Innanzitutto, grazie ai progressi dell’industria biochimica, i costi di produzione sono stati notevolmente ridimensionati e, di conseguenza, l’argento colloidale è diventato commercialmente molto più competitivo rispetto al passato.

Allo stesso tempo, proprio a causa dell’ uso massiccio e, troppo spesso, indiscriminato e irresponsabile degli antibiotici un numero sempre crescente di batteri ha sviluppato quella che scientificamente si chiama antibiotico-resistenza. Si tratta della capacità da parte degli organismi patogeni di sviluppare delle mutazioni genetiche che li rendono insensibili all’azione degli antibiotici. In altre parole, gli antibiotici tradizionali stanno progressivamente perdendo la loro efficacia farmacologica proprio perché intervengono sulla struttura del DNA dei batteri . L’argento colloidale , invece, andando ad intaccare gli enzimi responsabili del metabolismo di un’ampissima varietà di batteri, funghi e virus, è in grado di decretare la morte quasi istantanea dei patogeni con cui viene a contatto. Un altro aspetto importante da considerare è che, a differenza degli antibiotici, l’argento colloidale non presenta alcun tipo di effetto collaterale. È infatti una sostanza completamente atossica e che, contrariamente agli antibiotici, non danneggia la flora batterica endogena ma, anzi, fortifica le difese immunitarie. Per questo motivo si presta moltissimo ad essere usato nei periodi invernali per il trattamento di malanni stagionali come influenza e infezioni intestinali e viene anche consigliato a scopo preventivo e rinvigorente.




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