Riciclare guadagnando: quando i rifiuti diventano un salvadanaio

Riciclare guadagnando: quando i rifiuti diventano un salvadanaio
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In Italia la parola d’ordine, da qualche anno, è “crisi”. Ma non solo.

C’è, da diverso tempo, un grande ritorno alla natura, alla campagna, un’attenzione nuova e viva per la cura del pianeta, il risparmio e il riciclo delle risorse, per troppo tempo devastate, sprecate e utilizzate senza alcuna remora e senza alcun limite.



La combinazione di questi due elementi ha dato vita a dei progetti nuovi e all’avanguardia, che sfruttano l’idea di mantenere il pianeta pulito e le risorse in riciclo continuo attraverso piccole azioni quotidiane e remunerate.

Di cosa si tratta? 

Lo scienziato statunitense Paul Connett è l’ideatore di un progetto chiamato “Zero Waste” (“Zero Rifiuti”, in italiano) davvero innovativo: il funzionamento, a pieno regime, di questa “tattica di smaltimento” prevede una riduzione drastica dell’utilizzo degli inceneritori e delle discariche, a favore di un riciclo sistematico e continuativo dei rifiuti.

I compattatori e i cassonetti intelligenti che, in cambio di bottiglie di plastica e di vetro, remunerano con spiccioli e buoni sconto per i supermarket convenzionati, ne sono il primo simbolo.

Una realtà che sta convincendo molto l’Europa e che, pian piano, si sta avvicinando anche all’Italia. A Livorno, ad esempio, il progetto “Top Recycling” sta prendendo velocemente consensi, anche se, naturalmente, non essendoci l’adesione da parte di tutti i negozanti, per i consumatori diventa poi una questione di scelta personale su dove andare a spendere i propri soldi.



Ma questo non è l’unico progetto del genere attivo in questo momento.

Shanker Sahai, un ingegnere originario del Botswana, in Africa del Sud, si è ispirato proprio lavoro del padre, consistente nella gestione e costruzione di impianti per il trattamento di acque reflue.

Trasferitosi negli USA ha fuso la sua passione per le tematiche ambientali e le sue conoscenze per dare un contributo unico alla causa: studiando il funzionamento dei compattatori delle bottiglie di plastica ha ideato un software, chiamato Greenbean Recycle, che è una sorta di “ringraziamento” dell’ambiente verso chi lo aiuta.

Ma come funziona?

E’ bastato implementare sui distributori automatici questo programma, il cui scopo è fornire un feedback positivo sull’impatto ambientale della propria azione: ogni qualvolta si interagisce con il distributore, infatti, si viene informati sui kwh di energia risparmiati, sul numero dei contenitori evitati alle discariche e si riceve persino qualche spicciolo che può essere conservato sul proprio conto paypal o donato in beneficenza, subito e in automatico.

Anche in Italia c’è un progetto simile e con le stesse intenzioni, umane e ambientali: Fareraccolta.

La parola d’ordine per quest’idea tutta nostrana è “non solo per l’ambiente ma anche per le persone”. Trasformando i rifiuti in risorse e attraverso l’adesione di moltissime aziende, negozi e realtà economiche, l’intenzione è quella di avere anche un impatto positivo sull’economia delle città e delle imprese aderenti, mirando poi a qualcosa di ancora più grande che coinvolga tutto il Paese.

I compiti sono semplici e facilmente attuabili, le ricompense immediate: i cittadini hanno l’impegno costante della raccolta differenziata, da smistare presso i vari centri di raccolta, ricevendo in cambio un piccolo guadagno per ogni rifiuto riciclato; l’accumulo di questi guadagni, poi, porta alla riscossione di un buono sconto spendibile in una delle attività commerciali aderenti alla campagna. Viceversa, gli esercizi commerciali convenzionati ricevono in cambio un pacchetto pubblicitario di promozione sul territorio e online.

Un metodo sicuro, affidabile e innovativo dove a guadagnarci sono tutti, ma proprio tutti: le imprese, i cittadini e il pianeta intero.



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