Diminuiamo i consumi d’energia

Diminuiamo i consumi d’energia
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La maggior parte delle emissioni di gas in grado di contribuire all’effetto serra sono provocate dall’elevato utilizzo dell’energia di consumo e dai trasporti. L’obiettivo primario delle principali nazioni industrializzate è quello di promuovere politiche capaci di realizzare quanto è stato stabilito dal protocollo di Kyoto circa 20 anni fa (la riduzione dei gas serra del 20% entro il 2020 rispetto al 1990, assieme a una forte politica di prevenzione per scongiurare le catastrofi ambientali).

Ma non basta se non si partecipa a queste sfide anche a livello individuale, cercando di mettere in atto tutti quei comportamenti che siano finalizzati alla sobrietà e alla diminuzione dell’impatto ambientale dei propri stili di vita.



In ambito casalingo, ad esempio, tutti noi potremmo sostituire le lampadine ad incandescenza con quelle a risparmio energetico, che consumano cinque volte di meno oltre a ridurre dell’80% le emissioni di co2. Potremmo utilizzare la bicicletta per gli spostamenti brevi, anziché l’automobile. Oppure chiudere il rubinetto mentre ci si fa la barba o ci si lava i denti. Pensate che un gesto del genere consente di risparmiare fino a 50 litri d’acqua.

Il protocollo di Kyoto prevede che l’apice della riduzione di gas serra dovrebbe essere raggiunto nei quattro anni che vanno dal 2008 al 2012, quindi proprio il periodo che stiamo vivendo. Ognuno di noi ha dunque l’obbligo morale d’impegnarsi, seppur nell’ambito del proprio microcosmo.

Le nostre condotte di vita dovrebbero essere modificate anche negli ambienti di lavoro. Sarebbe buona abitudine dosare i livelli d’aria condizionata in estate e non esagerare nel riscaldamento d’inverno. La diminuzione di un grado del termostato consente di risparmiare fino a 300 chili di co2 ogni anno. Il computer andrebbe sempre spento a fine lavoro e l’uso della stampante dovrebbe essere limitato ai documenti più importanti. Sarebbe anche utile andare in ufficio con i mezzi pubblici, o in bicicletta.

Per quanto riguarda le spese dovremmo cominciare a moderare il consumo di acqua minerale imbottigliata, e scegliere quella del rubinetto, preferibilmente nelle località dove la potabilità è garantita. A questo proposito l’Italia è un paese privilegiato, dal momento che esistono numerosissime sorgenti d’acqua incontaminata. Quando si compra la frutta andrebbe preferita quella di stagione, se possibile acquistata direttamente dai produttori biologici. Inoltre, andrebbe comprata sfusa in modo da ridurre le spese d’ imballaggio e l’impatto ambientale del loro trasporto. Questo discorso è estendibile ad altri prodotti quali il vino, il riso, la pasta, la frutta secca e i detersivi. E poi non sarebbe una cattiva abitudine mangiare meno carne. Se molti facessero una scelta del genere si ostacolerebbe la proliferazione dei pascoli, mantenendo in vita migliaia di ettari di foreste che sono i principali assorbitori naturali di co2.

La deforestazione è arrestabile anche attraverso un minore consumo di carta, oppure scegliendo quella riciclata nel caso dei tovaglioli, o della carta per stampanti. Infine, dovremmo utilizzare il meno possibile le bombolette spray di deodoranti ed eliminare completamente i sacchetti di plastica per la spesa che, solamente nel nostro Paese, provocano circa 200 mila tonnellate di emissioni di co2 nel corso dei processi di smaltimento. C’ispiriamo così tanto alla società americana ma in quel paese si usano ancora gli involucri di carta gialla riciclata come si faceva da noi negli anni 60.





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